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Perché investire in una concessione su un bene pubblico

Un faro, una torre costiera, un palazzo nobiliare in un centro storico: beni così non si trovano sul mercato. Non sono in vendita, perché appartengono allo Stato o ai Comuni e tali resteranno. Eppure da alcuni anni possono essere restaurati e gestiti da privati, per periodi fino a cinquant'anni, attraverso una gara pubblica. Questo articolo spiega che cosa rende interessante un'operazione di questo tipo per chi investe, e che cosa la rende diversa da un investimento immobiliare ordinario.

La Torre Capitolare sul porto di Portovenere, vista dall’alto

La Torre Capitolare, a Portovenere: la prima operazione di Demanio Investimenti, aperta dodici mesi l’anno.

In questo articolo

Un patrimonio che il mercato non offre · Il capitale va tutto nel bene · La durata e le regole sono scritte · Il valore si costruisce in due momenti · Che cosa chiede in cambio

Un patrimonio che il mercato non offre

Il primo motivo è la natura dei beni. I fari sono sulle punte più esposte della costa, le torri sui promontori, i conventi e i palazzi nei centri storici. Sono luoghi dove oggi non si potrebbe più costruire nulla, e dove non esistono altre case in vista. Un privato non può comprarli; può solo ottenerli in concessione, vincendo una gara. Chi li ottiene ha per decenni un bene che nessun concorrente può replicare.

Il Faro di Punta Imperatore a Ischia al tramonto, ripreso dal drone
Il Faro di Punta Imperatore, a Ischia: un faro dello Stato dato in concessione.

Il capitale va tutto nel bene

Il secondo motivo è il modo in cui si entra. Non c’è un prezzo d’acquisto. Il canone annuo che si paga allo Stato è basso, perché il bando premia il progetto e non il canone. Il capitale serve quindi per il restauro e per l’avvio dell’attività, cioè per ciò che crea valore: una torre chiusa da anni che torna a vivere, un faro abbandonato che diventa una villa d’ospitalità. In un acquisto ordinario, una parte grande del capitale paga il terreno e i muri; qui paga il lavoro che trasforma il bene.

La durata e le regole sono scritte

Il terzo motivo è la chiarezza. La concessione ha una durata fissata nell’atto, da sei a cinquant’anni, decisa in gara in base al tempo necessario a ripagare l’investimento. Il canone, le cauzioni, gli obblighi di manutenzione e i tempi dei lavori sono scritti nel bando e nell’atto. Non ci sono trattative private né sorprese sul titolo di proprietà: la controparte è un ente pubblico, con procedure pubbliche.

Il valore si costruisce in due momenti

Un’operazione di questo tipo crea valore due volte. La prima è il restauro: un bene chiuso e degradato diventa un immobile in attività, e la concessione che lo accompagna vale di più di quando è stata firmata. La seconda è la gestione: una dimora d’ospitalità, una residenza, un’attività aperta al pubblico producono ricavi per tutta la durata della concessione. Chi investe entra nella società che custodisce il bene; come e quando si esce è scritto nel patto fra i soci e nel dossier di ogni operazione.

La Torre Capitolare di Portovenere ha seguito questo percorso: concessione del Comune nel 2019, restauro e apertura nel 2022, ospitalità di alta gamma da allora. Il Faro di Capo d’Orso, in Costiera Amalfitana, e Palazzo Costa Ferrari, a Piacenza, sono le operazioni in corso di Demanio Investimenti.

Il salotto restaurato con le sedute turchesi sotto la volta in pietra
La Torre Capitolare dopo il restauro.

Che cosa chiede in cambio

Un investimento in una concessione chiede tre cose. Chiede tempo: fra l’aggiudicazione e l’apertura passano di norma dai due ai quattro anni, perché i permessi della Soprintendenza e degli altri enti vengono prima del cantiere. Chiede un progetto di qualità, perché il bene è tutelato e ogni scelta deve essere condivisa con chi lo tutela. E chiede di accettare che il bene, alla fine della concessione, torni allo Stato: ciò che si possiede è il diritto di usarlo e di gestirlo per decenni, non i muri.

Per questo le operazioni si valutano una per una, con il bene sotto gli occhi e il piano economico aperto. I numeri di ogni operazione di Demanio Investimenti sono nel dossier riservato, che si apre a chi lo chiede dopo un primo colloquio.

Questo articolo descrive un tipo di operazione e non costituisce un’offerta al pubblico né un consiglio d’investimento. Le condizioni di ogni operazione di Demanio Investimenti si discutono in un colloquio riservato. Demanio Investimenti è un marchio di Capitolare srl, società privata indipendente da qualsiasi ente pubblico.

Il prossimo passo

Ti apriamo il dossier dopo un primo colloquio.

Le operazioni di Demanio Investimenti si presentano una per una, con il bene sotto gli occhi e il piano economico aperto. Chi vuole riceverle entra nel Club degli Investitori Demaniali; il dossier arriva dopo un colloquio riservato.

Guida

Come prendere in concessione un bene del Demanio: procedura, tempi e costi

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